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cinema | Pesaro Film Fest 62

FOCUS FRIEDL VOM GRÖLLER

FOCUS FRIEDL VOM GRÖLLER

13 Giugno 2026 - 20 Giugno 2026
Pesaro – CINEMA SPERIMENTALE, via Rossini 16
ingresso libero

La 62ma edizione del Pesaro Film Fest, dedica un focus a Friedl vom Gröller, capace di realizzare una vasta opera cinematografica nell’arco di un periodo relativamente breve: circa ottanta film fino a oggi, la maggior parte dei quali girati a partire dal 2000.

Come si legge nel catalogo della Mostra internazionale del Nuovo Cinema, «[…] il suo interesse per la ripetizione e la variazione, così come la ricerca di nuove direzioni entro parametri rigorosamente definiti, le consente di sviluppare una peculiare riflessione sul rapporto tra fotografia e cinema, soggetto e oggetto, individuo e mondo. In ultima analisi, una riflessione sull’identità e sulle sue molteplici trasformazioni.

Vom Gröller lavora esclusivamente in pellicola 16 mm, quasi sempre in bianco e nero e per lo più senza sonoro, utilizzando bobine da 30 metri e una cinepresa a carica manuale. Nessuna sceneggiatura, nessun assistente, nessuna post-produzione: i film vengono generalmente montati direttamente in macchina. I suoi ritratti, della durata di due o tre minuti, segnano il passaggio dalla fotografia alla registrazione del tempo che scorre, con l’emergere e il dissolversi delle emozioni come elemento centrale. La convenzione sociale dello sguardo rivolto al volto di uno sconosciuto viene così “messa sotto pressione” dalla fissità della macchina da presa e dalla durata della ripresa. Le superfici del mondo reale, i volti e i corpi di amici, sconosciuti, artisti e familiari della regista diventano oggetti di una “visione estesa” che, se accettiamo di parteciparvi, rende visibili, tangibili e talvolta persino interpretabili le tracce dell’invisibile.

All’estremo opposto si collocano le sue riflessioni allegoriche sull’esistenza fisica e sociale dell’individuo: l’atto di urinare in un parco pubblico (Im Wiener Prater), la mercificazione del sesso (Ohne Titel) e il ritratto dell’amico psicotico Jansci Sczenei (Festland Donau). Con la lunga serie di ritratti dedicata a Max Turnheim (2002–2013), la “visione estesa” di Friedl vom Gröller raggiunge un ulteriore livello di complessità: il ritratto diventa qui la sintesi di un’intera fase della vita – l’abbandono della casa dei genitori, la ricerca della propria strada, il rinnovato desiderio di un’istituzione borghese – sentimenti e tensioni che si inscrivono progressivamente in un unico volto nel corso del tempo.

Esplorando i diversi codici sociali ed estetici, in particolare quelli legati allo sguardo, Friedl vom Gröller ha sempre concentrato la propria attenzione sul rapporto tra cineasta e soggetto filmato, così come sulle identità mutevoli che quest’ultimo può assumere a seconda del contesto: modello, personaggio, o persino “vittima”. Il suo è un cinema in cui immagine in movimento e fotografia restano costantemente intrecciate, e in cui il confronto con il tempo, la transitorietà e l’invecchiamento è continuo. Il cinema di Friedl vom Gröller pone così lo spettatore di fronte al proprio riflesso nello specchio dell’altro.»

 

Leggi l’intervista a cura di Cecilia Ermini e Stefano Miraglia (in inglese e italiano)

 

Friedl vom Gröller

Nata a Londra nel 1946, ha trascorso l’infanzia tra Vienna e Berlino. Dal 1965 al 1969 ha studiato fotografia alla Scuola di Arti Grafiche della capitale austriaca. Autrice di circa 80 film, Vom Gröller lavora con pellicola 16mm (quasi sempre in bianco e nero e di solito senza audio), utilizzando bobine da 30 metri e una cinepresa a carica manuale. Nessuna sceneggiatura, nessun assistente, nessuna post-produzione. I film sono per lo più montati direttamente in camera. Nel 1990 ha fondato, e diretto, la Scuola di Fotografia Artistica di Vienna mentre nel 2006 ha creato ed è tuttora direttrice della Scuola di Cinema Indipendente di Vienna.

 

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