
FOCUS FRIEDL VOM GRÖLLER II
FOCUS FRIEDL VOM GRÖLLER II
20 Giugno 2026 | 15:30
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La 62ma edizione del Pesaro Film Fest, dedica un focus a Friedl vom Gröller, capace di realizzare una vasta opera cinematografica nell’arco di un periodo relativamente breve: circa ottanta film fino a oggi, la maggior parte dei quali girati a partire dal 2000.
Come si legge nel catalogo della Mostra internazionale del Nuovo Cinema, «[…] il suo interesse per la ripetizione e la variazione, così come la ricerca di nuove direzioni entro parametri rigorosamente definiti, le consente di sviluppare una peculiare riflessione sul rapporto tra fotografia e cinema, soggetto e oggetto, individuo e mondo. In ultima analisi, una riflessione sull’identità e sulle sue molteplici trasformazioni.
Vom Gröller lavora esclusivamente in pellicola 16 mm, quasi sempre in bianco e nero e per lo più senza sonoro, utilizzando bobine da 30 metri e una cinepresa a carica manuale. Nessuna sceneggiatura, nessun assistente, nessuna post-produzione: i film vengono generalmente montati direttamente in macchina. I suoi ritratti, della durata di due o tre minuti, segnano il passaggio dalla fotografia alla registrazione del tempo che scorre, con l’emergere e il dissolversi delle emozioni come elemento centrale. La convenzione sociale dello sguardo rivolto al volto di uno sconosciuto viene così “messa sotto pressione” dalla fissità della macchina da presa e dalla durata della ripresa. Le superfici del mondo reale, i volti e i corpi di amici, sconosciuti, artisti e familiari della regista diventano oggetti di una “visione estesa” che, se accettiamo di parteciparvi, rende visibili, tangibili e talvolta persino interpretabili le tracce dell’invisibile.
All’estremo opposto si collocano le sue riflessioni allegoriche sull’esistenza fisica e sociale dell’individuo: l’atto di urinare in un parco pubblico (Im Wiener Prater), la mercificazione del sesso (Ohne Titel) e il ritratto dell’amico psicotico Jansci Sczenei (Festland Donau). Con la lunga serie di ritratti dedicata a Max Turnheim (2002–2013), la “visione estesa” di Friedl vom Gröller raggiunge un ulteriore livello di complessità: il ritratto diventa qui la sintesi di un’intera fase della vita – l’abbandono della casa dei genitori, la ricerca della propria strada, il rinnovato desiderio di un’istituzione borghese – sentimenti e tensioni che si inscrivono progressivamente in un unico volto nel corso del tempo.
Esplorando i diversi codici sociali ed estetici, in particolare quelli legati allo sguardo, Friedl vom Gröller ha sempre concentrato la propria attenzione sul rapporto tra cineasta e soggetto filmato, così come sulle identità mutevoli che quest’ultimo può assumere a seconda del contesto: modello, personaggio, o persino “vittima”. Il suo è un cinema in cui immagine in movimento e fotografia restano costantemente intrecciate, e in cui il confronto con il tempo, la transitorietà e l’invecchiamento è continuo. Il cinema di Friedl vom Gröller pone così lo spettatore di fronte al proprio riflesso nello specchio dell’altro.»
Leggi l’intervista a cura di Cecilia Ermini e Stefano Miraglia (in inglese e italiano)
Programma proiezioni alla presenza della regista:
GRAF ZOKAN (FRANZ WEST) (Austria, Italia, 1969, 3’)
FLO UND KEN JACOBS (Austria, 2001, 3’)
MASCHILE – ROMA (Austria, Italia, 2015, 3’)
GUTES ENDE (Austria, 2011, 3’)
OHNE TITEL (Austria, Italia, 1981-2000, 5’)
PARIS EPISODEN (Austria, 2018, 23’)
DER PHOTOTERMIN (Austria, 2010, 3’)
POETRY FOR SALE (Austria, 2013, 4’)
DELPHINE DE OLIVEIRA (Austria, 2009, 3’)
SACRIFICIO PER LA SIRENA (Austria, Italia, 2020, 4’)
Friedl vom Gröller
Nata a Londra nel 1946, ha trascorso l’infanzia tra Vienna e Berlino. Dal 1965 al 1969 ha studiato fotografia alla Scuola di Arti Grafiche della capitale austriaca. Autrice di circa 80 film, Vom Gröller lavora con pellicola 16mm (quasi sempre in bianco e nero e di solito senza audio), utilizzando bobine da 30 metri e una cinepresa a carica manuale. Nessuna sceneggiatura, nessun assistente, nessuna post-produzione. I film sono per lo più montati direttamente in camera. Nel 1990 ha fondato, e diretto, la Scuola di Fotografia Artistica di Vienna mentre nel 2006 ha creato ed è tuttora direttrice della Scuola di Cinema Indipendente di Vienna.
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