JAZZ COMP GRAZ 2024

L’istituto jazz della Kunstuniversität Graz invita giovani compositrici e compositori europei a partecipare al concorso internazionale per composizioni jazz contemporanee. Finaliste e finalisti potranno presentare i propri brani in un concerto live.

Scadenza: 15.02.2024

Limite di età: nati dopo il 14 novembre 1993

Tutte le informazioni su:

https://jazz.kug.ac.at/en/jazz-comp-graz-1/information

Per maggiori informazioni: jazz@kug.ac.at

Intercultural Achievement Award 2024

Il concorso “Intercultural Achievement Award” premia progetti innovativi che creano ponti tra culture e religioni. Voi o la vostra organizzazione siete impegnati nel dialogo interculturale e interreligioso, nell’arte e nella cultura, nei giovani, nei diritti umani, nell’educazione alla cittadinanza globale, nell’integrazione o nella parità di genere? Candidatevi subito! 

Di seguito il bando

Il premio viene assegnato nelle seguenti categorie:

  • Sostenibilità/Ambiente
  • Attualità
  • Tecnologia
  • innovazione
  • media
  • Integrazione in Austria
  • Miglior progetto austriaco

 

I progetti vincitori riceveranno un premio da 6.000 a 10.000 €. Verranno assegnati anche premi di riconoscimento di 3.000 €.
Scadenza: 17 marzo 2024

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web: www.intercultural-achievement.com

Bad Ischl Salzkammergut in 23 per 24 – capitale europea della cultura

Per la capitale europea della cultura 2024, 23 comuni degli stati federali dell’Alta Austria e della Stiria uniscono le proprie forze per offrire un vasto programma basato sui seguenti punti:

POTERE E TRADIZIONE

CULTURA NEL FIUME

SHARING SALZKAMMERGUT – L’ARTE DEL VIAGGIO

GLOBALOKAL – BUILDING THE NEW

L’area rurale interna alle Alpi è una novità assoluta; è infatti la prima volta che un’intera regione diventa capitale europea della cultura. Le prime manifestazioni nella regione della capitale della cultura precedono l’inaugurazione ufficiale del 20 gennaio 2024.

Per programma e informazioni (in tedesco e inglese): Salzkammergut 2024 (salzkammergut-2024.at)

 

6. concorso internazionale MAURICIO-KAGEL

L’istituto per pianoforte Ludwig van Beethoven indice, insieme all’università di Vienna „Universität für Musik und darstellende Kunst Wien“, il 6. concorso internazionale di composizione “Mauricio Kagel” al fine di ampliare il repertorio di chi si avvicina allo studio di uno strumento.
Il concorso è rivolto a giovani compositori (età massima 40 anni) capaci di presentare una composizione per pianoforte rivolta a bambini e ragazzi. Il brano deve essere quindi limitato nel livello di difficoltà tecnica, pur mantenendo elevati requisiti artistici: brani scritti con una tecnica compositiva che, avvalendosi di un linguaggio contemporaneo, offra agli allievi un rinnovato bagaglio di stimoli, spunti ed esperienze.

scadenza presentazione domanda: 20 settembre 2024

premio: max. € 6.500

Il bando (in tedesco e in inglese) è consultabile online all’indirizzo www.mauricio-kagel-composition-competiti­on.com

Roma ricorda… INGEBORG BACHMANN

Ingeborg Bachmann, nata il 25 giugno 1926 a Klagenfurt (Austria) e tragicamente scomparsa a soli 47 anni a Roma il 17 ottobre 1973, è stata tra le scrittrici più significative del XX secolo. Icona della letteratura del dopoguerra, autrice di opere di diverso genere, tra cui romanzi, audiodrammi, poesie, saggi, racconti, libretti nonché traduzioni, è vissuta per quasi metà della sua vita, vent’anni, tra Ischia, Napoli e Roma.

– 10 luglio 2023, ore 21.00 Performance Ombre Rose Ombre – Goethe-Institut Roma

– 14 ottobre 2023, ore 11.00 Passeggiata letteraria – La Roma di Ingeborg Bachmann – Palazzo Sacchetti, Via Giulia 66

– 17 ottobre 2023 ore 15-17 Laboratorio di lettura e traduzione di testi di Ingeborg Bachmann – Goethe-Institut Roma

– 17-19 ottobre 2023 Convegno Ingeborg Bachmann – Costellazioni a Roma  con passeggiate letterarie guidate – Goethe-Institut, Forum Austriaci di Cultura, Istituto di Studi Germanici 

– 17-19 ottobre 2023 Mostra Ingeborg Bachmann – Scrivere contro la guerra (Schreiben gegen den Krieg) – Goethe-Institut, Österreichisches Kulturforum, Istituto di Studi Germanici

– 17 e 20 ottobre 2023 Passeggiate letterarie „ma che gli occhi ci sono dati per vedere” – Palazzo Sacchetti / Via Giulia 66 e Cimitero Accatolico

– 27 ottobre 2023 Presentazione libro Ingeborg Bachmann – Invocazione all’Orsa maggiore (Anrufung des Großen Bären) – Adelphi edizioni, Biblioteca Europea

– 8 novembre 2023, ore 17-19 Tre poete italiane leggono la “loro” Ingeborg Bachmann – SEAI, Edificio Marco Polo, Via Circonvallazione Tiburtina 4

– 9 dicembre 2023, ore 14.00 BACHMANN – Più libri più liberi – La Nuvola, EUR, Roma

Un’iniziativa in collaborazione tra Goethe-Institut Rom, Forum Austriaco di Cultura Roma, Istituto Italiano di Studi Germanici, Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Emons Libri & Audiolibri, Biblioteca Europea

Comunicato Roma ricorda Ingeborg Bachmann

 

Per approfondire

Ingeborg Bachmann. Eine Hommage – Österreichische Nationalbibliothek (onb.ac.at)

Bachmannpreis (orf.at)

Il Forum Austriaco di Cultura Roma celebrava il 130° anniversario della nascita di Franz Kafka

Nato nella Praga austro-ungarica, appartenente alla minorità germanofona e figlio di genitori ebrei, fin dalla culla Frank Kafka fu accompagnato da un sentimento d’isolamento e di non appartenenza. La sua lingua madre era il tedesco, ma era la lingua ceca che lo emozionava, tuttavia, non si considerava ceco, nè tanto meno tedesco o austriaco. Non trovava un proprio centro nella sua professione di impiegato delle Assicurazioni Generali, né nelle storie d’amore, e neanche nella scrittura.

Infatti non sono in grado di chiarirmi nello spirito un’identità austriaca univoca e ancor meno, tuttavia, sono in grado di pensare in me un tale spirito. Arretro spaventato di fronte a una tale decisione. (da una lettera a Fritz Lampl, marzo 1917)

Nella sua opera, considerata da molti espressione magistrale della condizione esistenziale dell’uomo moderno, si rispecchia il suo rapporto conflittuale con il mondo. Alienazione, senso d’impotenza e angoscia sono i sentimenti dominanti, quando Kafka descrive la propria esistenza in un una società avversa e distante e completamente disinteressata al suo destino. Anche nella vita privata, tuttavia, lo scrittore non riesce a trovare pace: dilaniato tra il desiderio di una relazione stabile e il rifiuto della vicinanza, Kafka si unisce in fidanzamento diverse volte, per poi scioglierlo immediatamente dopo.

Forse la pace relativa è soltanto un accumulo d’insoddisfazione, che poi una notte come l’ultima ad esempio, prorompe tutt’assieme, tanto che a uno viene voglia di piangere e il giorno dopo girovaga come se fosse nella propria tomba (da una lettera a Felice Bauer, dicembre 1916)

Kafka lottava spesso anche con il suo “talento” di scrittore, che percepiva come benedizione e maledizione al tempo stesso. Soffriva di essere costretto a un lavoro per guadagnarsi da vivere, in parte obbligato dai genitori, e in particolar modo dal padre, dall’altro perché soffriva di lunghe fasi di mancanza d’ispirazione e anche per la sua stessa decisione di pubblicare pochi testi. Nelle fasi di alta creatività, Kafka era capace di produrre in tempi record: scrisse, ad esempio, il racconto “La condanna” in una sola notte. Così conduceva quella che lui definiva una “vita di manovre”, di mattina in ufficio, di pomeriggio un po’ di pace, e la sera alla scrivania. Tuttavia, gli capitava spesso di essere bloccato per mesi e di non riuscire a buttare giù nemmeno una frase, torturato come era da continui dubbi.

Quasi neanche una parola che scrivo si accorda alla seguente, sento le consonanti susseguirsi metallicamente mentre le vocali cantano. I miei dubbi cingono ogni parola, li vedo prima ancora di vedere la parola stessa, ma cosa succede poi! Non riesco proprio più a vedere la parola. (Dai diari)

Kafka cercava il motivo del suo ripetuto fallimento sia dal punto di vista letterario che esistenziale nel rapporto con i genitori, in particolar modo ascriveva al padre la colpa del suo complesso d’inferiorità. Una potente testimonianza della sua, per dirla in maniera blanda, relazione complessa con il padre è rappresentata dalla (mai inviata) “Lettera al padre”, un vero e proprio regolamento di conti con un genitore autoritario e tirannico:

[…]questo sentimento di nullità che spesso mi domina […] ha origine in gran parte dalla tua influenza. Avrei avuto bisogno di qualche incoraggiamento, di un po’ di gentilezza, che mi si aprisse un poco il cammino, invece Tu me lo nascondevi, sia pure con la buona intenzione di farmene imboccare un altro. (La lettera al padre)

Quando cominciavo a fare qualcosa che non era di tuo gradimento, e tu mi prospettavi il fallimento, il rispetto per la tua opinione era così grande che tale fallimento era inarrestabile, anche se si sarebbe manifestato soltanto in un secondo momento. Perdevo la fiducia nelle mie azioni. Diventavo incostante, pieno di dubbi. (La lettera al padre)

Sulla “Lettera al padre” si fondano numerosi studi psicoanalitici che hanno investigato le difficoltà di Kafka di emanciparsi da questo padre onnipotente e la sua incapacità di modificare questo rapporto padre-figlio in uno tra pari. Il documento, inoltre, getta una luce ancora più chiara sul forte simbolismo presente in altre opere, soprattutto nelle “metamorfosi”.

Tra i frammenti di romanzo particolarmente riuscito è “Il processo”, opera in cui lo scrittore rappresenta in maniera magistrale e opprimente l’impotenza del singolo nei confronti dell’autorità, in questo caso rappresentata dall’apparato statale.

Nonostante la sua insicurezza, però, Kafka non era affatto isolato da un punto di vista sociale, curava poche ma profonde amicizie con intellettuali suoi coetanei, come il filosofo Felix Weltsch o lo scrittore Franz Werfel e fu proprio grazie alla mediazione dell’amico Max Brod che venne in contatto con la casa editrice Rowohl che pubblicò la sua prima opera.

Nel 1917 Kafka si ammalò di tubercolosi ai polmoni, dopo una degenza in ospedale il suo stato di salute migliorò, ma lo scrittore non recuperò mai pienamente la salute, soffrì di febbre spagnola, di polmonite e infine di una tubercolosi alla laringe che lo portò alla morte nel giugno del 1924.

La maggior parte dei suoi lavori fu pubblicata post mortem e contro la sua volontà dall’amico Max Brod. Dopo la morte Kafka ricevette il riconoscimento che per tutta la vita aveva sperato ricevere dal padre. È stato sepolto nel nuovo cimitero ebraico di Praga.

Rainer Stach, autore di una biografia in tre volumi su Franz Kafka commenta così in un’intervista con la FAZ del 29.06.2008 l’importanza dello scrittore:

Grazie a Kafka il frammentario, il paradossale, il rotto, il contraddittorio e il menomato hanno trovato accesso alla letteratura, uno spazio dove hanno trovato una propria dignità (…). A prescindere da ciò, senza Kafka probabilmente non sapremmo nulla dell’enorme potenziale espressivo e comunicativo che risiede anche soltanto nel vocabolario base di una lingua: anche la cosa più semplice può essere altamente raffinata, questo è ciò che Kafka ci ha insegnato.

Non per ultimo la letteratura di Franz Kafka ha dato luogo a un neologismo, l’aggettivo “kafkiano”, che sta a indicare fenomeni enigmatici, minacciosi e assurdi, proprio come quelli descritti dai suoi testi.

[1] Neumann G./ Pasley M./ Schillemeit J./ Kurz G. (Hrsg): Franz Kafka. Briefe April 1914 – 1917, Verlag S.Fischer. Frankfurt/ Main 41989. S.291.

[1] Ibidem. S.277.

[1] Wikipedia. Aus den Tagebüchern.

[1] Kafka, Franz: Brief an den Vater. Verlag S.Fischer. Frankfurt/ Main 1962.


[i] Neumann G./ Pasley M./ Schillemeit J./ Kurz G. (Hrsg): Franz Kafka. Briefe April 1914 – 1917, Verlag S.Fischer. Frankfurt/ Main 41989. S.291.

[ii] Ibidem. S.277.

[iii] Wikipedia. Aus den Tagebüchern.

[iv] Kafka, Franz: Brief an den Vater. Verlag S.Fischer. Frankfurt/ Main 1962.