Fragile Show con debiti e gratitudine a “il soccombente” di Thomas Bernhard

20 gennaio – 1 febbraio ( mart-sab ore 21.15 / domenica ore 17.45)

(causa posti limitati è gradita la prenotazione)

DRAMMATURGIA E REGIA

Francesca Macrì e Andrea Trapani

CON 

Andrea Trapani

COSTUMI DI SCENA

Isabella Faggiano

DISEGNO LUCI

Mirco Maria Coletti

 

Con FRAGILE SHOW si conclude la nostra personale ricerca drammaturgica e scenica sul tema dell’inettitudine, una ricerca che si è delineata sempre più non come un percorso alla ricerca di domande e di conclusioni, ma come il tentativo di scovare, imparare e sostenere il ritmo di un respiro, il respiro di chi si sente sempre al di qua, di chi non riesce a trovare la propria strada eppure la desidera disperatamente.

FRAGILE SHOW nasce da quest’esigenza e dalla lettura appassionata, costante e carnivora di Thomas Bernhard. Un’operazione che per noi ha significato la rielaborazione di una commozione e la creazione di un percorso, drammaturgico e scenico, che se da un lato sente, intimamente, il debito e la gratitudine a Bernhard, dall’altro ha avvertito, sin da subito, l’urgenza di allontanarsene e di camminare con le proprie gambe.

Non più Austria, non più Vienna, dunque. L’aria gelida, quasi congelata, delle pagine di Bernhard ci ha ricondotto ancora una volta a Firenze. Firenze bella di una bellezza rara, ma refrattaria al gioco e schiava della competizione per natura. Firenze che ama farsi guardare, ma mai che ri-guardi, se potesse colpirebbe alle spalle tutti quelli che vorrebbero possederla. Firenze che troppe volte ha lasciato a bocca aperta, con una bestemmia in gola, ad annusare eleganza e poesia. A Firenze, non esiste una sola parola che sia detta a caso: tutto ha un significato. Là dove gli sguardi sono schiaffi, le parole non sono da meno. Ci si fa a botte. Nell’oro glaciale di questa città d’altri tempi è cresciuto il nostro Mastino, nuovo Werthaimer, suonatore di pianoforte.

FRAGILE SHOW inizia proprio dove le pagine di Thomas Bernhard terminano. In preda ad una febbrile eccitazione, Mastino-Werthaimer decide di organizzare una festa con i suoi vecchi compagni di conservatorio, quella che più banalmente e più comunemente si definirebbe: una festa d’artisti. Seduto su una panchina, ai bordi della festa come ai bordi della vita, Mastino osserva, ragiona, si dilania. Sente gli odori di tutto quello che lo circonda. I rumori, le voci amplificate si mescolano, forse mostruosamente, alle risate, alle grida eccitate, al chiacchiericcio inutile. I volti dei suoi ex-compagni, nel corso di una lunga, lunghissima notte, assumono forme curiosamente grottesche, straniati e stranianti guardano di tanto in tanto ‘l’uomo della panchina’ come una singolarità, un’anomalia.

Due atmosfere, quasi due tempi s’incrociano in questa notte: d’un lato il tempo rapido, eccitante e frivolo della festa, dall’altro quello lento, quasi immobile, e straziante della panchina da cui Mastino guarda lo spettacolo. Se fosse per lui, questi due tempi non s’incontrerebbero mai…

BIANCOFANGO

La compagnia Biancofango nasce nel 2005 dall’incontro tra Francesca Macrì e Andrea Trapani. Nel 2006 iniziano la realizzazione della Trilogia dell’inettitudine: IN PUNTA DI PIEDI (2006), LA SPALLATA (2007), una drammaturgia originale liberamente ispirata a uno solo fra i “Ricordi del sottosuolo” di F. Dostoevskij e FRAGILE SHOW (2009), ancora una drammaturgia originale liberamente ispirata a “Il soccombente” di T. Bernhard. L’intera trilogia ha circuitato e continua a circuitare in Italia e all’estero (America Latina, Spagna, Austria) e nell’ottobre del 2011, dalla casa editrice Titivillus, ne sono pubblicate le drammaturgie. Nel maggio del 2012 al teatro Palladium di Roma, all’interno della rassegna Teatri di Vetro, debutta il nuovo lavoro, PORCO MONDO, prodotto dalla Corte Ospitale di Rubiera e da OffICina 1011 di Triangolo Scaleno Teatro e attualmente in turnèe. Da luglio a dicembre 2012 partecipa al progetto Perdutamente promosso dal Teatro di Roma e inizia un percorso scenico e drammaturgico con gli adolescenti delle scuole romane culminato nello studio: CULO DI GOMMA/ovvero la perdita dei Padri. La progettualit à, artistica e pedagogica, con gli adolescenti continuerà nel 2013/2014, sempre in collaborazione con il Teatro di Roma, con lo spettacolo ROMEO E GIULIETTA che prevederà la costruzione di una compagnia formata da attori professionisti, nei ruoli degli adulti, e adolescenti nei ruoli dei giovanissimi. Nel luglio del 2014 debutterà invece in anteprima internazionale in Spagna (Almagro – Festival di Teatro Classico) con un progetto speciale nato dall’unione di una serie di artisti con percorsi ed esperienze eterogenee (Andrea Baracco| Biancofango | Luca Brinchi e Roberta Zanardo – Santasangre): Hamlet. In Italia il progetto debutterà a settembre 2014 presso il Teatro Argentina di Roma, all’interno del Festival Romaeuropa.

info e prenotazioni: +39 06 6875550+39 349 8677025 biglietteria@teatroorologio.com www.teatroorologio.com www.biancofango.it

FÄK FEK FIK – LE TRE GIOVANI – WERNER SCHWAB da un’idea di Dante Antonelli con Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli

9-10-11 gennaio 2015 / ore 21.00

SPECIALE FORUM AUSTRIACO: presentando questa newsletter al botteghino si potranno acquistare i biglietti al prezzo speciale di 8 euro. È gradita la prenotazione.

Per il comunicato stampa in pdf – cliccare qui

Tre giovani attrici affrontano il paesaggio dei riferimenti della produzione del drammaturgo austriaco Werner Schwab con l’obiettivo di realizzare una scrittura originale, che inizia dove lo spettacolo Le Presidentesse finisce, portando sulla scena quello che Schwab stesso non ha mai scritto. Lo ha consegnato come una visione ai posteri, alle future generazioni di giovani dissidenti: una cucina vuota, uno schermo che diventa sempre più grande, desideri d’amore sempre più contorti e incerti, emarginazioni sempre più silenziose, periferie di un mondo globalizzato al centro di un’indagine acuta e ironica, appassionata ma spietata.

Sul palcoscenico, tre donne giovani e belle interpretano Le Presidentesse con esasperata, cinica e urlata cattiveria. Così Werner Schwab chiude il suo testo: le tre pensionate, intrappolate in una cucina, sono ora libere di accomodarsi, come anonime spettatrici, in una fila di platea. Le tre giovani le hanno sostituite e ricominciano il lavoro da capo ma con lo spirito della loro età, con la follia urlata della loro giovinezza emarginata, arrabbiata. Impossibile per Erna, Grete e Maria sostenere un simile affronto, si alzano e cercano in ogni modo di abbandonare la sala. Escono tutte e tre. Sul palcoscenico la rappresentazione prosegue ancora per un certo tempo.

L’Europa è un deserto senza scena, la parola è quella di una lingua ufficiale che non parla nessuno. Rimangono le minoranze, le sottoculture, le comunità con i loro messaggi interrotti dai rumori gracchianti e assordanti dei televisori, dalle immagini di un mondo che non concede ascolto, nemmeno alle voci che gridano più forte. Bandiere bruciate, bestemmie urlate, una fatica che trova sfogo solo nel non essere più niente. La tana è il mondo, il mondo una tana, per una generazione povera e avara, di denari e di passioni, costretta distesa sui materassi ad aspettare che il tempo scorra. L’unica alternativa è l’esposizione, correre il rischio di impegnarsi, raccontare se stessi.

Il progetto SCH.lab

Lo SCH.lab è un progetto pedagogico e di ricerca realizzato con il sostegno di Duncan 3.0 da Dante Antonelli e Daniele Sterpetti sui Drammi Fecali di Werner Schwab. Il processo creativo, messo in moto durante le fasi del laboratorio e la residenza alla Festa di Teatro Eco Logico di Stromboli, attraverso un percorso di realizzazione di diverse performance individuali e collettive in forma di materiali per la scena, ha portato il gruppo di lavoro a individuare nel finale de Le Presidentesse lo spiraglio per la creazione di un lavoro originale.

Con il sostegno del  Forum Austriaco di Cultura nasce quindi FÄK FEK FIK – LE TRE GIOVANI, uno spettacolo della drammaturgia collettiva a cura di Dante Antonelli, che inizia lì dove finisce il testo di Werner Schwab.

trailer: https://vimeo.com/113233697

facebook: https://www.facebook.com/fakfekfik

Le prenotazioni sono da fare direttamente al TeatroSalaUno e si possono effettuare sia via e-mail, che per telefono.

Info:
TeatroSalaUno
Porta San Giovanni, 10 Roma
tel: 06 98182993
email: info@salauno.it
web: http://www.salauno.it

LA TERRA SONORA – Il teatro di Peter Handke seminari, letture, spettacoli, laboratori, traduzioni e pubblicazioni

LA TERRA SONORA 
Il teatro di Peter Handke seminari, letture, spettacoli, laboratori, traduzioni e pubblicazioni

un progetto a cura di Valentina Valentini e Francesco Fiorentino 
in collaborazione con SCUOLAROMA – coordinamento Daria Deflorian
con il contributo di Centro Teatro Ateneo | Sapienza Università di Roma | Università Roma Tre | Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture straniere, Istituto Italiano di Studi Germanici | Forum Austriaco di Cultura di Roma | Goethe Institut | Teatro Biblioteca Quarticciolo| Argot Studio/Dominio Pubblico|

Rai-Radio3|  ATCL | Rialto Santambrogio
organizzazione e comunicazione PAV 
documentazione video a cura del Centro Teatro Ateneo 

Peter Handke scrittore si accosta molto presto al teatro. È attraverso gli Sprechstücke (pezzi teatrali parlati) che lo scrittore austriaco disfa ogni idea tradizionale di concepire il teatro: non ci sono azioni, non c’è storia, né dialogo, protagonista è la parola come ultima, ed unica, realtà che può essere rappresentata. Handke  non ha mai smesso di scrivere per il teatro, ma la maggior parte dei suoi testi non è stata pubblicata in Italia:

da qui l’obiettivo di questo progetto è restituire una visione completa della sua produzione, traducendo e pubblicando i suoi testi, mettendoli in scena  e interrogandoli in modi e con linguaggi diversi .

Tra i molti riconoscimenti, nel 2014 gli è stato conferito il premio Ibsen per il teatro.

La terra sonora, il teatro di Peter Handke si estende in un arco di tempo che va da settembre 2013 a novembre 2014. Durante il Festival Short Theatre 2013 si è avviato con il il debutto dello spettacolo Autodiffamazione per la regia di Werner Waas. Da allora si è articolato in diversificate attività didattiche e di ricerca: giornate di studi con esperti italiani e stranieri, attori e registi sulla produzione teatrale di Peter Handke; workshop di traduzione svolti con dottorandi e studenti di germanistica di Roma 3 e della Sapienza coordinati da  Francesco Fiorentino e Camilla Miglio; laboratori con studenti, cittadini e professionisti condotti da attori, coreografi e registi di SCUOLAROMA/rete didattica per le arti performative contemporanee a Roma, finalizzati a sperimentare, con vari linguaggi e mezzi espressivi una relazione con il mondo-teatro di Peter Handke.

Dopo mesi di incontri, laboratori, prove e approfondimenti il progetto ha prodotto  a maggio 2014 quattro appuntamenti che si aprono alla città con quattro diverse visioni:

Così nascono:

  • la mise en espace Kasparfirmata da Werner Waas, Iacopo Fulgi e Nicola Danesi De Luca 
  • l’inedito RedReading #7 Quando il bambino era bambino a firma di Tamara Bartolini e Michele Baronio 
  • i laboratori con gli studenti dell’Università “La Sapienza”: Handke Camp a cura di Fabrizio Arcuri, Fiora Blasi, Daria Deflorian, Caterina Inesi e Lorenzo Letizia e  L’ora in cui non sapevamo niente uno dell’altro, un progetto di Veronica Cruciani, Michele Di Stefano/mk, Muta Imago 

Tra settembre e novembre 2014, a conclusione del progetto, oltre al convegno internazionale, sarà possibile non solo vedere alcuni dei testi storici dello scrittore austriaco  (Insulti al pubblico, Kaspar  nella sua versione definitiva e ancora una voltaAutodiffamazione) ma soprattutto letture, mise en espace e versioni radiofoniche di testi inediti in Italia.

Chiuderà il progetto un omaggio ad Handke di Alvin Curran e Ossatura.

 

Per il programma completo
cliccare qui e qui

LA TERRA SONORA. IL TEATRO DI PETER HANDKE – RedReading #7 – Quando il bambino era bambino

LA TERRA SONORA. IL TEATRO DI PETER HANDKE seminari, letture, spettacoli, laboratori, traduzioni e pubblicazioni

a cura di: Valentina Valentini e Francesco Fiorentino in collaborazione con: SCUOLAROMA – coordinamento Daria Deflorian con il contributo di: Centro Teatro Ateneo | Sapienza Università di Roma | Università Roma Tre – Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture straniere | Istituto Italiano di Studi Germanici | Forum Austriaco di Cultura di Roma | Goethe Institut | Teatro Biblioteca Quarticciolo organizzazione e comunicazione: PAV documentazione video a cura del Centro Teatro Ateneo si ringrazia il Rialto Santambrogio

16 – 17 – 18 maggio Teatro Biblioteca Quarticciolo 1 giugno Lotto 2 – Quarticciolo

Seconda apertura al pubblico di La terra sonora. Il teatro di Peter Handke, progetto che nasce con l’intento di mettere al centro dell’attenzione di studiosi, artisti e pubblico la produzione teatrale dell’autore austriaco (nato a Griffen in Austria il 6 dicembre 1942), che dopo il clamore degli esordi nel clima “rivoluzionario” della fine degli anni Sessanta, in Italia, è stata rimossa, nonostante lo scrittore abbia continuato a scrivere per la scena.

Dopo mesi di incontri, laboratorti, prove e approfondimenti, questi 4 appuntamenti del progetto si aprono alla città con 4 diverse visioni a cura di SCUOLAROMA: i testi di Handke sono stati lo spunto per un affondo nei linguaggi della scena che ha portato alla creazione di lavori dalla particolare cifra stilistica ed a sguardi inediti sulla città.

Così nascono la mise en espace KASPAR, testo di Peter Handke pubblicato nel 1967, firmata da Werner Waas con Iacopo Fulgi e Nicola Danesi de Luca dei Tony Clifton Circus – lo spettacolo debutterà prossimamente, e l’inedito RedReading #7 QUANDO IL BAMBINO ERA BAMBINO a firma Tamara Bartolini e Michele Baronio con interventi di molti ospiti tra studiosi e artisti. E poi spazio ai laboratori con gli studenti dell’Università “LA Sapienza” , non solo nei progetti originali da loro realizzati utilizzando diversi linguaggi nell’ambito di HANDKE CAMP a cura di Fabrizio Arcuri, Fiora Blasi, Daria Deflorian, Caterina Inesi e Lorenzo Letizia (questi 3 appuntamenti ospitati al Teatro Biblioteca Quarticciolo), ma anche nell’intervento L’ORA IN CUI NON SAPEVAMO NIENTE L’UNO DELL’ALTRO un progetto di Veronica Cruciani, Michele Di Stefano / mk, Muta Imago liberamente ispirato all’omonimo testo di Handke e realizzato con tutti i partecipanti del laboratorio Q-lab nel Lotto 2 del quartiere Quarticciolo.

Peter Handke scrittore si accosta molto presto al teatro. È attraverso gli Sprechstücke (pezzi teatrali parlati) che lo scrittore austriaco disfa ogni idea tradizionale di concepire il teatro: non ci sono azioni, non c’è storia, né dialogo, protagonista è la parola come ultima, ed unica, realtà che può essere rappresentata. Handke non ha mai smesso di scrivere per il teatro, ma la maggior parte dei suoi testi non è stata pubblicata in Italia: da qui l’obiettivo di questo progetto è restituire una visione completa della sua produzione, traducendo e pubblicando i suoi testi, mettendoli in scena e altro. Emerge una stretta relazione fra i suoi romanzi, i saggi e le opere destinate alla scena, che si inscrivono in una dimensione aldilà del drammatico, in cui il rapporto con la grande tradizione letteraria tedesca non cancella la sua ricerca linguistica “d’avanguardia”, cui si aggiunge a partire dagli anni Ottanta un timbro lirico capace di chiamare in scena i fremiti della natura e quel peso del mondo che da sempre è al centro della sua opera. Tra i molti riconoscimenti, nel 2014 gli è stato conferito il premio Ibsen.

Gli spettacoli legati ai testi della prima produzione di Handke, Autodiffamazione e Insulti al pubblico, a causa della chiusura del Palladium e dell’Angelo Mai Altrove Occupato, sono stati rimandati all’ultima fase del progetto prevista a novembre.

Il progetto si estende in un arco di tempo che va da settembre 2013 a novembre 2014. Durante il Festival Short Theatre si è avviato con il il debutto dello spettacolo Autodiffamazione per la regia di Werner Waas. Da allora si è articolato in diversificate attività didattiche e di ricerca: giornate di studi con studiosi italiani e stranieri, attori, registi sulla produzione teatrale di Peter Handke; workshop di traduzione svolti con dottorandi e studenti di germanistica di Roma 3 e della Sapienza coordinati da Franecesco Fiorentino e Camilla Miglio; laboratori con studenti, cittadini e professionisti, condotti da attori, coreografi e registi di SCUOLAROMA/rete didattica per le arti performative contemporanee a Roma, finalizzati a sperimentare, con vari linguaggi e mezzi espressivi, una relazione con il mondo-teatro di Peter Handke. Le iniziative previste nel mese di maggio, ospitate dal Teatro Quarticciolo aprono al pubblico questa fase di lavoro laboratoriale. In autunno sono previsti un convegno, altri spettacoli, mise en espace dei testi teatrali dello scrittore, trasmissioni radiofoniche di testi inediti in collaborazione con RAI Radio 3 e la pubblicazione del teatro di Peter Handke in più volumi che vede la partecipazione della casa editrice Quodlibet.

La parte didattica e performativa del progetto è a cura di SCUOLAROMA, rete che informa e promuove le pratiche di formazione condotte, organizzate e condivise da un gruppo di artisti e di compagnie di area romana. Caratteristica comune è che si tratta di artisti che sono attivi da diversi anni nella creazione di spettacoli e che nel loro insegnamento intrecciano domande concrete legate alla pratica scenica. Le singole attività didattiche sono gestite autonomamente, ma la rete intende nel tempo consolidare un filo rosso che le attraversa. Fanno parte di SCUOLAROMA: Accademia degli Artefatti/Fabrizio Arcuri, Alessandra Cristiani, amnesiA vivacE/Daniele Timpano, Antonio Tagliarini, Blutopia/Fiora Blasi, Daria Deflorian, Gianni Staropoli, Habillé d’eau/Silvia Rampelli, Immobile Paziente/Caterina Inesi, Kataklisma/Elvira Frosini, Lisa Ferlazzo Natoli/lacasadargilla, MK, Sistemi Dinamici Altamente Instabili/Alessandra Sini, teatrodelleapparizioni/Fabrizio Pallara, Teatro Forsennato/Dario Aggioli/Andrea Cosentino, Tony Clifton Circus, Veronica Cruciani, Federica Santoro, Tamara Bartolini.

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RedReading #7
QUANDO IL BAMBINO ERA BAMBINO
sguardi dentro la terra sonora di Peter Handke

di e con Tamara Bartolini/Michele Baronio
e con la partecipazione di Renato Ciunfrini e Sebastiano Forte
e le riflessioni di Pier Paolo Di Mino/Terranullius
suono Teo Pizzolante
interventi, sguardi e pensieri di Riccardo Caporossi, Azzurra D’Agostino, Erri De Luca, Danilo De Marco, Attilio Scarpellini, Valentina Valentini e il progetto Handke Camp
produzione BARTOLINI/BARONIO
in collaborazione con 369gradi / Sycamore T Company / Terranullius Narrazioni Popolari / Carrozzerie n.o.t

Peter Handke considera lo spazio teatrale come l’ultimo miracolo dove è ancora possibile l’incontro, dove è possibile fare delle domande. Il RedReading #7 QUANDO IL BAMBINO ERA BAMBINO parte da questo luogo privilegiato che più di ogni altro ha a che fare con la scoperta e con il bambino che Handke porta con sé. “Il nesso è possibile, ogni singolo istante della mia vita combacia con ogni altro – senza anelli di congiunzione. Un legame immediato esiste; basta che io lo liberi nella fantasia.”
Perché “Peter Handke è un bambino che ha saputo tutto del mondo e se ne va tra gli adulti raccontando loro qualche dettaglio.” È un bambino camminatore, che decide di voler vivere da scrittore piuttosto che fare lo scrittore. Apriamo lo spazio intimo del RedReading alla sua opera poliedrica con uno sguardo istintuale e come sempre “sentimentale” sui diversi “formati” che l’autore attraversa.
Il nostro è un ritratto, un omaggio volutamente parziale, rivolto solo ad alcuni paesaggi che ci hanno parlato, che sono entrati nel nostro percorso. Suggestioni e riflessioni, piccole indagini, appunti, sguardi obliqui dentro i suoi romanzi, drammaturgie, poesie, sceneggiature.
È un invito all’ascolto, al mettersi in cammino, ad attraversare la sua opera, insieme ai nostri ospiti. Per alcuni di loro Handke è materia di studio (Valentina Valentini), altri lo hanno messo in scena (Riccardo Caporossi) o incontrato in collaborazioni e corrispondenze di sguardi sul mondo (Erri De Luca), c’è chi lo ha fotografato (Danilo De Marco), tradotto e raccontato (Attilio Scarpellini), o chi parla una lingua che si nutre degli stessi paesaggi perduti (Azzurra D’Agostino). E poi c’è chi a partire dalla sua opera ha “creato” la propria, come gli allievi dell’Handke Camp guidati da Fabrizio Arcuri, Daria Deflorian, Fiora Blasi, Caterina Inesi, Lorenzo Letizia. E c’è chi lo vuole cantare… così senza un perché come a volte fanno i bambini.
E infine ci siamo noi che esploriamo la sua terra sonora.

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Teatro Biblioteca Quarticciolo Via Ostuni 8 – Roma Lotto 2 Via Ostuni 3, Scala N – Roma Info: tel. 06.98951725 – dal martedì al sabato 11.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00 www.centroteatroateneo.uniroma.it – www.teatrobibliotecaquarticciolo.it – www.pav-it.eu

Biglietti: 16 e 18 maggio 5 euro, 17 maggio e 1 giugno ingresso libero Ufficio stampa: Emanuela Rea per PAV, organizzazione@pav-it.eu, 06 44702823, 3338537295

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Buona notte liebe Lotte – Una piccola serenata notturna per Amadeus con Gabriele Schuchter, Luca Lombardo ed Enrica Ruggerio

Dopo il grande successo al Volkstheater di Vienna, arriva al Forum Austriaco di Cultura Roma Buona notte liebe Lotte, mise en scene dedicata alle 4 donne di Wolfgang Amadeus Mozart con l’attrice, cantante e violoncellista Gabriele Schuchter (Vienna) e il cantante, violinista e attore Luca Lombardo (Trapani) e la pianista Enrica Ruggiero (Roma).

Wolfgang Amadeus Mozart era un genio e allo stesso tempo un eterno bambino voglioso di assaporare ogni istante della sua breve e veloce vita. I suoi lunghi viaggi l’hanno portato anche in Italia, da Venezia a Napoli, dove parlava fluentemente italiano.

Le sue lettere alla madre, alla sorella, alla moglie Constanze e alla “famosa” cuginetta Maria Anna Thekla riflettono emozioni intense come quelle di chi percorre a velocità folle i binari delle montagne russe, passando dai lirismi e i modi garbati del “vostro devoto Mozart” alle espressioni sorprendentemente volgari e licenziose del “Barone Coda di Porco”.
Le sue lettere, folli come un fiume in piena, sono senza tempo, vicine alla dimensione dell’assurdo e preziosa testimonianza della sua straripante creatività. Un’eredità che ci permette di comprendere le sue indimenticabili arie d’opera, attraverso le quali Mozart ha espresso i sentimenti di gioia, amore e passione che hanno percorso la sua stessa esistenza.

Buona notte, liebe Lotte è un bouquet colorato e selvaggio fatto di testi, scene, visioni e musica. Gabriele Schuchter, fluttuando su tacchi a spillo tra tavoli e sedie legge le lettere alla luce del riflettore, cui Luca Lombardo risponde cantando dalla passerella. E poi, le immagini de “Lo specchio magico” di Hans Hoffer, lettere che sventolano su un filo, giacche d’epoca consunte e serenate fanno esplodere in sala lo spirito di festa.

Gabriele Schuchter
Nata a Salisburgo comincia la carriera di attrice presso il Burgtheater e il Volkstheater di Vienna e i Salzburger Festspiele. Contemporaneamente partecipa a numerose produzioni televisive e cinematografiche, tra queste il celebre adattamento del romanzo di Elfriede Jelinek La pianista ad opera di Michael Haneke. Nata in una famiglia di musicisti la Schuchter impara non solo a suonare il violoncello e il pianoforte, ma si esibisce anche come cantante lirica presso la Volksoper, e la Staatsoper di Vienna. Recentemente ha partecipato agli spettacoli Chuzpe e Geschichten aus dem Wienerwald presso il Theater an der Josephstadt.

Luca Lombardo
Nato a Trapani ha cominciato la carriera di violinista studiando a Milano, Vienna, Salisburgo e New York. Una volta conclusi gli studi ha collaborato con numerosi artisti tra cui Andrea Bocelli, Nello Santi, Gyorgy Gyorivanyi Rath e Gianluca Gelmetti. Luca Lombardo suona su un violino del 1680 di Francesco Ruggeri donato dalla Fondazione Maestro Cremona per questo “young Italian talent”. Nel 2007 il violinista inizia a studiare canto a Milano per essere successivamente ammesso alla master class di Renata Scotto presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Come cantante si è esibito a Vienna, Palermo e presso il Teatro Olimpico di Roma.

Hans Hoffer
Hans Hoffer è uno scenografo, regista e architetto che ha organizzato mostre, installazioni e progetti interdisciplinari in tutta Europa. Hoffer ha realizzato le scenografie di molti teatri, tra questi il Burgtheater di Vienna, l’Opernhaus di Zurigo e la Deutsche Oper di Berlino, ed è stato spesso membro del team di Hans Hollmann. Lo scenografo, inoltre, ha contribuito alla messa in scena della prima di “Wolken.Heim” di Elfriede Jelinek presso lo Schauspiel di Bonn. Hoffer ha curato anche l’allestimento di mostre presso la Künstlerhaus e il Kunsthistorisches Museum di Vienna e presso Villa Stuck di Monaco. Dal 2011 Hoffer dirige la scuola di teatro Max Reinhardt Seminar di Vienna.

Enrica Ruggiero
La pianista è diplomata presso l’Istituto Musicale “L. Boccherini” di Lucca. Dopo il diploma ha studiato sotto la guida del M° Michele Campanella, con il quale ha conseguito nell’agosto del 2000 il diploma di Alto Perfezionamento con merito presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena.
Nel 2002 ha vinto il secondo premio (primo non assegnato) al concorso di musica da camera “Sandro Fuga” di Torino e nel 2007 il primo premio assoluto al concorso A.c.a.m. di Crotone. Enrica Ruggiero ha registrato programmi radiofonici per Rai Uno e ha inciso per la Fonit Cetra, dal 2004, inoltre, lavora al Teatro dell’ Opera di Roma come Maestro collaboratore di sala.

Ingresso a partire dalle ore 19:30. Vi preghiamo di presentarvi in anticipo, poiché non è possibile accettare prenotazioni!