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SUMMARY:Kaspar (ovvero una tortura di parole)
DESCRIPTION:La prima rappresentazione a Roma dello spettacolo “Kaspar”\, del premio Nobel per la letteratura 2019 Peter Handke\, messo in scena da Werner Waas e Lea Barletti. \n«Lo spettacolo „Kaspar“ non dimostra\, COME STANNO VERAMENTE LE COSE o COME SONO ANDATE VERAMENTE LE COSE con Kaspar Hauser. Esso dimostra COSA È POSSIBILE FARE con qualcuno. Esso dimostra come qualcuno possa essere portato a parlare attraverso il parlare. Lo si potrebbe anche chiamare una tortura di parole…» (Peter Handke) \nIl testo \nKaspar è una rielaborazione di Peter Handke della misteriosa vicenda di Kaspar Hauser e prende spunto dalla frase di Kaspar „Vorrei diventare un tale come già un altro fu“ e muove dal proposito di dimostrare come una coscienza umana “vuota” possa essere riempita\, e con ciò violentata\, con l’esercizio di formule linguistiche convenzionali. Un suggeritore sottopone Kaspar a una vera e propria tortura di parole fino a quando acquista proprietà di linguaggio e comincia a ribellarsi. A quel punto il gioco si complica e non si sa più con esattezza chi è a condurre il gioco. \nNote di regia \nÈ possibile portare un essere umano a una identità attraverso la parola? O come dice Handke attraverso una tortura di parole? All’inizio Kaspar è una specie di essere autistico in relazione immediata e sconfinata con tutto quello che lo circonda. Alla fine Kaspar è portato nella realtà ed è consapevole di cosa ha perso per strada. Questa è la storia di noi tutti\, da questa storia deriva tutto quello che noi chiamiamo coscienza. Le emozioni e le parole non coincidono\, non si può fare affidamento sulle parole. L’unica cosa che si può fare è continuare a indagare a partire dalla propria diffidenza\, per poi scoprire che questa ricerca è senza fine. Lo spettacolo mostra come si può portare qualcuno alla parola attraverso la parola stessa. Alla fine ci ritroviamo tutti uguali e molto più vicini gli uni agli altri di quanto avremmo pensato. Siamo tutti Kaspar – bisogna solo mettersi in ascolto o come dice Kaspar: „Io: sono: io: soltanto: per: caso“ \nKASPAR (ovvero una tortura di parole) | Peter Handke \n(in lingua tedesca con sopratitoli in italiano; durata 1h30 senza intervallo) \ncon Lea Barletti e Werner Waas \nregia/produzione di Barletti/Waas \ncon il sostegno dell‘ ItzBerlin e.V. \ne la collaborazione di Iacopo Fulgi e Harald Wissler \nNote biografiche \nLea Barletti e Werner Waas si sono conosciuti molti anni fa a Roma. Da allora vivono e lavorano insieme\, prima a Roma\, poi a Monaco di Baviera\, quindi a Lecce e attualmente a Berlino. Insieme\, hanno prodotto\, diretto e interpretato un gran numero di spettacoli\, fondato una compagnia teatrale (Induma Teatro)\, cofondato un Centro Culturale Multidisciplinare (“Manifatture Knos”\, a Lecce\, tutt’ora attivo seppure ormai senza di loro)\, organizzato sette edizioni (tra il 2008 e il 2015) del Festival/Laboratorio di arti performative “K-now!” (sempre a Lecce)\, inventato un premio nazionale di drammaturgia contemporanea (“Il Centro del discorso”\, tre edizioni tra il 2008 e il 2011)\, fondato un’altra compagnia (Barletti/Waas)\, con la quale attualmente girano e lavorano tra Germania e Italia\, e fatto negli anni un gran numero imprecisato di altre cose\, tra cui due figli (Rocco e Tobia).  \nwww.barlettiwaas.eu
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LOCATION:Roma – Teatro Palladium\, Piazza Bartolomeo Romano
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