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SUMMARY:INGE MORATH
DESCRIPTION:Il Museo di Roma in Trastevere ospita la prima retrospettiva italiana di Inge Morath (1923-2002)\, la prima fotoreporter donna entrata a far parte della famosa agenzia fotografica Magnum Photos. \nI rapporti lavorativi con personalità quali Ernst Haas\, Robert Capa e Henri Cartier-Bresson\, contribuiscono a chiarire l’evoluzione professionale della Morath e il personale stile fotografico nutrito degli ideali umanistici successivi alla Seconda Guerra Mondiale\, ma anche della fotografia quale “momento decisivo” come la definì Cartier-Bresson.\nLe oltre centocinquanta fotografie ripercorrono le tappe dei suoi principali reportage geo-etnografici\, includendo anche la nota serie di curiosi ritratti con le maschere del disegnatore Saul Steinberg. \nIl lavoro di Inge Morath\, prima di ogni cosa\, è la testimonianza di un rapporto\, di una passione\, di una necessità con la fotografia. Un rapporto maturato negli anni attraverso esperienze e incontri\, nonché parte integrante della vita di una donna che è riuscita\, con coraggio e determinazione\, ad affermarsi in una disciplina all’epoca prettamente maschile. Nel corso della sua carriera ha realizzato reportage fotografici in Spagna\, Italia\, Medioriente\, America\, Russia e Cina. Non ha affrontato mai questi viaggi con superficialità\, bensì con serietà\, studiando la lingua\, le tradizioni e la cultura di ogni regione dove si recava. Parlava correntemente tedesco\, inglese\, francese\, spagnolo\, rumeno\, russo e mandarino. Che si trattasse di persone comuni o personaggi pubblici il suo interesse era identico e s’indirizzava sempre verso l’intimità di ciascuno. \nInge Morath ha imparato molto da Henri Cartier-Bresson a Ernst Haas\, con cui ha collaborato in importanti reportage. Il suo stile fotografico affonda le sue radici negli ideali umanistici conseguenti la Seconda Guerra Mondiale\, ma anche nella fotografia del “momento decisivo”\, così come l’aveva definita Cartier-Bresson. Le fotografie di Inge Morath riflettono la sua sensibilità e sono al contempo come pagine del suo privato diario di vita\, come lei stessa scrive: “La fotografia è essenzialmente una questione personale: la ricerca di una verità interiore”. \ncenni biografici \nInge Morath nasce a Graz\, in Austria\, nel 1923. Dopo gli studi di lingue a Berlino lavora come traduttrice e giornalista.\nAmica del fotografo Ernst Haas\, realizza testi per i suoi reportage. Viene così invitata da Robert Capa a unirsi all’agenzia Magnum in qualità di redattrice e ricercatrice. Comincia a fotografare nel 1951 a Londra e nel 1953 entra a far parte dell’agenzia Magnum. Tra il 1953 e il 1954 Morath è anche assistente di Henri Cartier-Bresson.\nNegli anni seguenti viaggia in Europa\, Nord Africa e Medio Oriente. Sono del 1958 la serie di curiosi ritratti fotografici con le maschere del disegnatore Saul Steinberg. Sul set del film “Gli spostati” di John Huston conosce Arthur Miller\, che sposa nel 1962. Nel 1965 si reca per la prima volta in Unione Sovietica. Nel 1978 compie il primo viaggio in Cina.\nFra i suoi soggetti più popolari i ritratti di importanti personalità del Novecento come Henri Moore\, Pablo Picasso\, André Malraux\, Doris Lessing\, Marilyn Monroe\, Gloria Vanderbilt e Fidel Castro.\nMuore a New York il 30 gennaio 2002. \nFino al 19 gennaio 2020\, martedì – domenica\, ore 10.00 – 20.00 \nInfo: www.museodiromaintrastevere.it/it/mostra-evento/inge-morath \n 
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