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SUMMARY:Elisa Springer
DESCRIPTION:Elisa Springer (1918 Vienna – 2004 Matera) si è fatta instancabile testimone della persecuzione del regime nazista nelle scuole italiane fino alla sua morte nel 2004: nata a Vienna nel 1918\, sopravvive all’Olocausto anche grazie a un matrimonio di facciata con un cittadino italiano. \nLa sua storia è raccolta in due libri da cui l’attrice e regista Maria Inversi leggerà alcuni passaggi a rievocare le memorie di Elisa Springer\, presentate anche attraverso alcuni brani interpretati dalla pianista e cantante Goar Faradzhian.  \nIntroducono la mostra la curatrice Sabine Apostolo (Museo Ebraico di Vienna)\, Francesca Lopane (Fondazione Elisa Springer A-24020) e il cugino di Elisa\, Hans Bauer. \n  \ninaugurazione mostra\nELISA SPRINGER Il silenzio eloquente della memoria\nLa mostra si svolge in collaborazione con il Museo Ebraico di Vienna (JMW) e la Fondazione Springer A-24020\nRimane aperta al pubblico fino al 17 febbraio 2023 (lun-ven ore 09-17) \n  \nreading musicale\nELISA SPRINGER Il silenzio dei vivi\ndrammaturgia e regia di: Maria Inversi\nvoce soprano e pianoforte: Goar Faradzhian \n  \nElisa Springer aveva ventisei anni quando venne arrestata e deportata ad Auschwitz con il convoglio in partenza da Verona il 2 agosto 1944. Salvata dalla camera a gas dal gesto generoso di un Kapò\, Elisa vive e sperimenta tutto l’orrore del più grande campo di sterminio nazista. Ben presto ridotta a una larva umana\, umiliata e offesa\, anche nel corso dei successivi trasferimenti a Bergen Belsen\, il campo dove morì tra gli altri Anne Frank\, e a Theresienstadt\, riuscirà a tenere vivo nel suo animo il desiderio di sopravvivere alla distruzione. La sua forza e una serie di fortunate coincidenze le consentono di tornare tra i vivi\, dapprima nella sua Vienna natale e poi in Italia\, dove all’inizio della persecuzione nazista contro gli ebrei d’Europa\, spinta dalla madre\, aveva cercato rifugio. \nDa questo momento e per cinquant’anni la sua storia cade nel silenzio assoluto: nessuno sa di lei\, conosce il suo dramma; nessuno vede (o vuole vedere) il numero della marchiatura di Auschwitz che Elisa tiene ben celato sotto un cerotto. Il mondo avrebbe bisogno della sua voce\, della sua sofferenza\, ma le parole non bastano a raccontare il senso del suo dramma infinito e sempre vivo. La sua vita si normalizza\, nasce un figlio. In quegli anni è proprio la maternità il segno della sua riscossa contro i carnefici. Cinquant’anni dopo proprio questo figlio\, Silvio\, vuole capire\, sapere e lei\, per amore di madre\, ritrova le parole che sembravano perdute. (Marsilio) \n  \nMaria inversi si diploma come attrice\, si laurea in lingue e letterature straniere e in giornalismo. Segue corsi superiori di teatro alla Sorbonne censier III. Studia regia e danza con più maestri. Scrittrice e regista di teatro\, ha pubblicato una ventina di testi teatrali\, drammaturgie\, poesie\, e un romanzo con Castelvecchi nel 2022. Conduce seminari e ha tenuto lezioni a Roma 3.  \nwww.teatroedonne-inversi.it\, www.Alfabeticomuni.it\, Facebook\, Youtube \n 
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