{"id":908,"date":"2014-03-20T16:38:10","date_gmt":"2014-03-20T15:38:10","guid":{"rendered":"http:\/\/web.austriacult.roma.it\/de\/?p=908"},"modified":"2014-03-24T14:04:54","modified_gmt":"2014-03-24T13:04:54","slug":"la-prima-guerra-mondiale-e-larte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/la-prima-guerra-mondiale-e-larte\/","title":{"rendered":"La Prima Guerra Mondiale e l\u2019arte"},"content":{"rendered":"<p><b>La Prima Guerra Mondiale e l\u2019arte<\/b><\/p>\n<p>\u201c<i>Come avrebbe potuto l\u2019artista, il soldato nell\u2019artista, non lodare Dio per la caduta di un mondo di pace di cui era cos\u00ec sazio, cos\u00ec nauseato! Guerra! Quale senso di purificazione, di liberazione, d\u2019immane speranza ci pervase allora!\u201d<\/i> cos\u00ec si esprimeva Thomas Mann agli albori della Prima Guerra Mondiale<a title=\"\" href=\"#_edn1\">[i]<\/a>.<\/p>\n<p>In questa posizione non era solo poich\u00e9 la Prima Guerra Mondiale, per quanto incredibile possa oggi apparire, fu ampiamente sostenuta dall\u2019elite culturale e intellettuale di tutta Europa.<\/p>\n<p><b>La Monarchia Imperialregia<\/b><\/p>\n<p>Arnold Sch\u00f6nberg, che nel 1916 componeva la marcia \u201cDie Eiserne Brigade\u201d (\u201cLa brigata di ferro\u201d) per una serata tra soldati, o Oskar Kokoschka, che si arruol\u00f2 volontario al servizio militare, sono buoni esempi dell\u2019euforia nei confronti della guerra diffusa negli ambienti artistici austriaci.<\/p>\n<p>Il noto violinista Fritz Kreisler ritorn\u00f2 di corsa dall\u2019ospedale svizzero in cui era ricoverato per servire la madrepatria per morire poche settimane dopo sul fronte russo.<\/p>\n<p>Egon Schiele e Albert Paris G\u00fctersloh parteciparono nel 1917 alla mostra sulla guerra ospitata dal Prater di Vienna. Lo scopo della mostra era quello di rendere la guerra desiderabile, sminuendone gli orrori e rappresentandola in forma di gioco. C\u2019erano ad esempio tiro a segno con sagome rappresentanti il nemico contro il quale si poteva sparare.<\/p>\n<p>Compositori, musicisti, pittori, scrittori, poeti, filosofi, registi, giornalisti\u2026 l\u2019elenco pu\u00f2 ancora proseguire, tutti loro contribuirono con le proprie opere ad accrescere l\u2019entusiasmo nei confronti della guerra, a mobilitare le masse e a \u201cgiustificare\u201d moralmente il conflitto.<\/p>\n<p>Nei dibattiti culturali l\u2019arte ebbe un ruolo significativo ancor prima dell\u2019avvento della Prima Guerra Mondiale, essendo considerata quale specchio, espressione o guida della cultura generale. Molti critici d\u2019arte del tempo si servivano, non a caso, di aggettivi quali \u201csano\u201d e \u201cmalato\u201d nella valutazione di opere d\u2019arte, artisti e movimenti.<\/p>\n<p>Prosa bellica, poesie, feuilleton e romanzi a puntate rappresentavano i soldati come eroi, ed estetizzavano l\u2019orribile guerra con i mezzi letterari, minimizzando il dolore e la morte in forma ludica.<\/p>\n<p>Il macchinario propagandistico creato appositamente per la Prima Guerra Mondiale, il cosiddetto \u201cK. u. K. Kriegspressequartier\u201d (\u201cIl Quartiere Imperialregio di Stampa di Guerra\u201d) infiltrava in maniera mirata diversi settori mediatici.<\/p>\n<p>Il medium del film fu utilizzato per la prima volta a fini propagandistici, e fu sottoposto a una severa censura statale che mirava alla demoralizzazione del nemico e contemporaneamente rafforzamento della morale nel combattimento e per la vittoria del proprio popolo.<\/p>\n<p>Caricature e cartoni animati, per i quali furono assunti noti caricaturisti e disegnatori quali Theo Matejka, Karl Robitschenk e Theo Zasche, rappresentavano uno strumento privilegiato della formazione dell\u2019opinione, esattamente come manifesti e volantini.<\/p>\n<p>Stefan Zweig descrive cos\u00ec l\u2019entusiasmo nei confronti della guerra, dal quale fu preso egli stesso: \u201c<i>[\u2026] ogni singolo individuo vive una crescita del proprio S\u00e9, non era pi\u00f9 l\u2019uomo isolato di un tempo, era parte di un popolo e al contempo la sua stessa persona, la sua persona, che altrimenti sarebbe restata inosservata, aveva ora un senso\u201d<a title=\"\" href=\"#_edn2\"><b>[ii]<\/b><\/a>.<\/i><\/p>\n<p>Una tesi cerca di spiegare questa posizione nel fatto che la maggior parte degli artisti e degli intellettuali austriaci era fortemente influenzata dalla cultura tedesca e non aveva legami a livello internazionale. Questo rappresentava un modo, dunque, per ricordare le loro radici culturali.<\/p>\n<p>Altre interpretazioni vedono come origine l\u2019insicurezza determinata dal brusco sviluppo della prima globalizzazione del 1850\/1870, che non puntava a rompere le incrostate strutture sociali ma che anzi aveva inasprito il conflitto intersociale. Dalla guerra si auspicava \u201cun effetto purificatore e liberatorio\u201d che avrebbe dovuto spianare la strada alla modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Infine la Prima Guerra Mondiale doveva contribuire a una soluzione del conflitto tra le nazioni e alla questione dell\u2019identit\u00e0 nell\u2019Impero Asburgico.<\/p>\n<p>Stefan Zweig, Reiner Maria Rilke, Alfred Polgar e Franz Werfel facevano parte del gruppo letterario dell\u2019Archivio Bellico Viennese. Il loro compito era quello di impegnare le loro doti letterarie a fini propagandistici e creare per la stampa il mito dell\u201deroe di guerra\u201d.<\/p>\n<p>Persino intellettuali come Robert Musil, Hugo von Hofmannsthale ed Egon Werwin Kisch misero a disposizione la propria creativit\u00e0, spesso in maniera non del tutto volontaria, al servizio di questo gruppo letterario.<\/p>\n<p>Molti artisti, tuttavia, modificarono la propria opinione nel corso della guerra e addirittura si attivarono in azioni di contropropaganda. Dopo aver fatto personali esperienze di guerra profondamente laceranti, Stefan Zweig divenne pacifista e Rainer Maria Rilke, pi\u00f9 saggiamente, abbandon\u00f2 dopo pochissimo tempo il gruppo letterario.<\/p>\n<p>Il cosiddetto gruppo musicale del Quartiere Imperialregio di Stampa di Guerra del Ministero Bellico Imperialregio, contava compositori come Bela Bartok, Zoltan Kodaly, Viktor Ullman, Hans Kr\u00e0sa e Alois H\u00e0ba, e organizzava concerti e manifestazioni musicali sul fronte.<\/p>\n<p><b>Germania<\/b><\/p>\n<p>Che anche nel Reich Tedesco ci fossero abbastanza intellettuali e artisti favorevoli alla guerra, \u00e8 dimostrato dal cosiddetto \u201cAufruf an die Kulturwelt\u201d (\u201cAppello al mondo civile\u201d o \u201cManifesto dei novantatre\u201d) pubblicato e sottoscritto nell\u2019ottobre 1914 da ben 93 rinomati uomini di scienze e di lettere.<\/p>\n<p>Tra gli artisti ricordiamo Thomas Mann, che con l\u2019opera <i>Considerazioni di un impolitico<\/i> cercava di giustificare la sua posizione. Nel testo lo scrittore dichiarava di essere in guerra con una \u201ccivilizzazione\u201d e una razionalit\u00e0 illuminista che uccideva tutto ci\u00f2 che di primigenio ed elementare esisteva. Thomas Mann pensava che soltanto l\u2019arte fosse in grado di mantenere il contatto con tali forze irrazionali che rappresentavano l\u2019origine stessa della \u201ccultura\u201d.<\/p>\n<p>Poco tempo dopo la pubblicazione del testo, Thomas Mann prese le distanze dalle sue \u201cconsiderazioni\u201d e successivamente si dichiar\u00f2 con veemenza contrario ai \u201c<i>veri nemici della Germania, i fascisti\u201d<a title=\"\" href=\"#_edn3\"><b>[iii]<\/b><\/a>.<\/i><\/p>\n<p>A pacifisti convinti e cittadini del mondo come Albert Einstein, Friedrich Wilhelm Foerster e Herman Hesse non fu affatto chiesto se desiderassero sottoscrivere \u201cL\u2019appello al mondo civile\u201d. Alcune personalit\u00e0 come l\u2019economista di Monaco Lujo Brentano e il fisico Max Planck ritirarono con forza il proprio sostegno all\u2019invito, poich\u00e9 il testo completo non era ancora disponibile al momento della firma.<\/p>\n<p>La cosidetta Zentralstelle f\u00fcr Auslandsdienst (\u201cCentrale per il servizio estero\u201d), la Milit\u00e4rische Stelle des Ausw\u00e4rtigen Amtes (\u201cCentrale militare dell\u2019Ufficio Esteri\u201d) e il Bild- und Filmamt (\u201cl\u2019Ente per le immagini e la cinematografia\u201d), detto BUFA, erano responsabili della propaganda di guerra nel Reich tedesco.<\/p>\n<p><b>Francia<\/b><\/p>\n<p>Anche in Francia si riconobbe l\u2019utilit\u00e0 della propaganda ai fini bellici portata avanti dalla Maison de la Presse, che coinvolse nel macchinario propagandistico artisti e intellettuali.<\/p>\n<p>Il famoso compositore francese Maurice Ravel era cos\u00ec preso da sentimenti patriottici che, nonostante fosse stato considerato inabile per la bassa statura \u2013 misurava 1,61 m d\u2019altezza \u2013 riusc\u00ec a partecipare alla guerra. Nel 1915 fu infatti arruolato come autista del servizio sanitario del 13\u00b0 reggimento d\u2019artiglieria.<\/p>\n<p>Ravel non aveva grande considerazione della \u201cLega a difesa della musica francese\u201d, che viet\u00f2 la pubblicazione di opere di compositori tedeschi e austriaci: <i>\u201c la nostra grandiosa arte atonale degenererebbe innegabilmente e si ridurrebbe a formule fatte con lo stampino. Mi preoccupa poco che Monsieur Sch\u00f6nberg sia ad esempio austriaco\u201d<a title=\"\" href=\"#_edn4\"><b>[iv]<\/b><\/a>.<\/i><\/p>\n<p><b>Gran Bretagna<\/b><\/p>\n<p>In Gran Bretagna il War Propaganda Bureau si occup\u00f2, in un primo momento segretamente, di sensibilizzare i soldati britannici, dal momento che il servizio di leva non era obbligatorio.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nei primi cinque mesi di guerra furono prodotti 2,5 milioni di manifesti propagandistici con 110 motivi diversi. Inoltre testi letterari, scritti dai noti scrittori H. G. Wells e Arthur Conan Doyle, influenzarono in prima linea i responsabili delle decisioni politiche nei paesi neutrali.<\/p>\n<p>Il National War Aim Commitee dominava la propaganda interna e il servizio informazioni MI-7 dell\u2019esercito dirigeva la guerra psicologica presso le truppe avversarie.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 a inizio guerra, il 2 settembre 2014, si incontrarono a Londra noti intellettuali come Thomas Hardy, Rudyard Kipling e H. G. Wells, che insieme coordinarono una campagna poetico-letteraria per la politica governativa. Poco dopo, 40 intellettuali britannici consegnarono una dichiarazione comune per la giustificazione morale dell\u2019entrata in guerra.<\/p>\n<p><b>USA<\/b><\/p>\n<p>Negli Stati Uniti si pose grande valore nel sostenere la propria superiorit\u00e0 morale e la propria idea di democrazia. Grazie a diverse campagne si cerc\u00f2 di suscitare lo sdegno del popolo e in questo modo determinare la sua predisposizione nei confronti della guerra.<\/p>\n<p>Un discorso di Charlie Chaplin volto a entusiasmare la popolazione verso il conflitto fu trasmesso sulle piazze pubbliche mentre nei cinema venivano proiettati cartoni animati che ricordavano l\u2019abbattimento della RMS Lusitania ad opera di un sommergibile tedesco.<\/p>\n<p><b>Italia<\/b><\/p>\n<p>In Italia, che entr\u00f2 in guerra soltanto il 23 maggio 1915, lo scrittore Gabriele D\u2019Annunzio rappresent\u00f2 uno dei fautori pi\u00f9 infiammati dell\u2019entrata in guerra.<\/p>\n<p>Il 9 agosto 1918 Gabriele D\u2019Annunzio, insieme a dieci altri piloti, si fece portatore di un\u2019audace azione che inscen\u00f2 un volo propagandistico sui cieli di Vienna nel corso del quale circa 300.000 volantini, di cui 50.000 scritti di suo pugno, furono lanciati in aria. D\u2019Annunzio sostenne anche il movimento interventista, che infine spinse l\u2019Italia nella Prima Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Lo scrittore e poeta Filippo Marinetti sosteneva che la poesia dovesse onorare la guerra come \u201cunico strumento d\u2019igiene del mondo\u201d<a title=\"\" href=\"#_edn5\">[v]<\/a> e in un articolo dal titolo \u201cAmiamo la guerra!\u201d il fondatore della rivista <i>Lacerba<\/i> Giovanni Papini descrisse il conflitto come un \u201cmale necessario per la crescita morale di un popolo\u201d<a title=\"\" href=\"#_edn6\">[vi]<\/a>.<\/p>\n<p>In Italia non si era preparati sufficientemente alla Prima Guerra Mondiale, sia da un punto di vista militare che psicologico, ancor pi\u00f9 importante dunque era il rafforzamento dell\u2019euforia bellica nella popolazione attraverso volantini, cartoline, libri, articoli, manifesti, etc.<\/p>\n<p><b>Effetti sull\u2019arte<\/b><\/p>\n<p>Nonostante la morte, il dolore e l\u2019orrore, o forse proprio per questo, la guerra offr\u00ec comunque nuovi stimoli. I movimenti avanguardistici, come l\u2019Impressionismo e l\u2019Espressionismo, continuarono a crescere spianando la strada a nuove correnti artistiche come ad esempio il Dadaismo.<\/p>\n<p>Il Dadaismo, fondato nel 1916 a Zurigo, distrusse tutti gli ideali artistici esistenti contrapponendo l\u2019insensatezza della guerra all\u2019insensatezza dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Tutti quei valori \u201cborghesi\u201d, che potrebbero essere associati alla guerra e alle sue giustificazioni intellettuali, come ad esempio l\u2019arte, la cultura e il senso della propria patria, furono radicalmente relativizzati dal Dadaismo o messi al ridicolo.<\/p>\n<p>Nel 1919 l\u2019architetto Walter Gropius fond\u00f2 a Dessau e a Weimar il Bauhaus, una comune lavorativa, in cui si eliminava la differenza tra artisti e artigiani, mentre le differenze sociali non avevano pi\u00f9 alcun ruolo.<\/p>\n<p>Gli orrori della guerra di trincea lasciarono presso i diretti partecipanti ricordi permanenti che questi cercarono spesso di elaborare attraverso diari e romanzi. Spesso tali romanzi contenevano un evidente messaggio contro la guerra, ad esempio \u201cNulla di nuovo sul fronte occidentale\u201d del 1928\/29 o \u201cLa via del ritorno\u201d di Erich Maria Remarque.<\/p>\n<p>Giuseppe Ungaretti afferm\u00f2 di essere diventato poeta soltanto attraverso la trincea e compose con le sue prime due raccolte di liriche \u201cIl porto sepolto\u201d e \u201cAllegria di naufragi\u201d veri e propri diari di guerra poetici.<\/p>\n<p>Altri scrittori realizzarono un quadro della guerra piuttosto celebrativo come ad esempio \u201cIn Stahlgewittern \u2013 Aus dem Tagebuch eines Sto\u00dftruppf\u00fchrers\u201d (\u201cNelle tempeste d\u2019acciaio\u201d) di Ernst J\u00fcnger (1920).<\/p>\n<p>Gi\u00e0 durante la guerra Stefan George aveva composto la sua grande poesia \u201cDer Krieg\u201d (\u201cLa guerra\u201d), dove esprimeva il suo disgusto per la guerra di trincea:<\/p>\n<p><i>Der selbst lacht grimm wenn falsche heldenreden<\/i><\/p>\n<p><i>Von vormals klingen der als brei und klumpen<\/i><\/p>\n<p><i>Den bruder sinken sah der in der schandbar<\/i><\/p>\n<p><i>Zerw\u00fchlten erde hauste wie geziefer<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Colui che ride amaro all\u2019echeggiare di falsi discorsi d\u2019eroi<\/i><\/p>\n<p><i>Aveva visto il fratello affondare, ridotto in brandelli,<\/i><\/p>\n<p><i>dimorare nella terra oscenamente scomposta<\/i><\/p>\n<p><i>come bestie sacrificali<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Ernst Jandl utilizz\u00f2 nella sua poesia avocalica \u201eschtzngrm\u201c del 1957 la parola \u201etrincee di difesa\u201c per rappresentare gli assordanti avvenimenti della guerra in trincea. Le consonanti formano nuove sillabe, che ricordano le salve dei fucili o gli scoppi delle granate, un\u2019immagine onomatopeica della guerra di trincea con la morte di un soldato.<\/p>\n<p>Otto Dix cerc\u00f2 di elaborare le sue esperienze al fronte attraverso immagini cupe che esprimevano l\u2019orrore dei combattimenti mentre Max Beckmann scrisse dalla trincea: \u201cMeine Kunst kriegt hier zu fressen\u201d (\u201cLa mia arte qui ha di che cibarsi\u201d)<a title=\"\" href=\"#_edn7\">[vii]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Beckmann, che si era arruolato volontario, scopr\u00ec nella guerra nonostante tutto l\u2019orrore, una sorta di bellezza, mai vista prima, che si mostrava soltanto nel dolore, e soprattutto nel passaggio alla morte: \u201c<i>fabelhafte Sachen sah ich. <\/i><i>In dem halbdunklen Unterstand halb entkleidete, blut\u00fcberstr\u00f6mte M\u00e4nner, denen die wei\u00dfen Verb\u00e4nde angelegt wurden. Gro\u00df und schmerzlich im Ausdruck. Neue Vorstellungen von Gei\u00dfelungen Christi\u201c<a title=\"\" href=\"#_edn8\"><b>[viii]<\/b><\/a>.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Georg Grosz, che si arruol\u00f2 in un primo tempo volontario, nel maggio 1915 era gi\u00e0 stato dichiarato inabile e disegn\u00f2 prevalentemente campi di combattimento ricoperti di cadaveri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ernst Ludwig Kirchner non si riprese mai da un\u2019infezione ai polmoni presa in guerra n\u00e9 tantomeno dalle sue orribili esperienze sul fronte.<\/p>\n<p>L\u2019artista scrisse al suo amico Schiefler, che in guerra \u201c<i>ultimamente era diventato piuttosto matto\u201d<a title=\"\" href=\"#_edn9\"><b>[ix]<\/b><\/a> <\/i>e che <i>\u201caveva paura delle uniformi\u201d<a title=\"\" href=\"#_edn10\"><b>[x]<\/b><\/a>.<\/i><\/p>\n<p>Il pi\u00f9 impressionante lavoro in questo contesto \u00e8 il dipinto \u201cSelbstbildnis als Soldat\u201d (\u201cRitratto da soldato\u201d) del 1915.<\/p>\n<p>Fritz Kreisler descrisse le sue esperienze traumatiche nel suo unico libro mai pubblicato \u201cVier Wochen im Sch\u00fctzgraben \u2013 die Kriegserlebnisse eines Geigers\u201d (\u201cQuattro settimane in trincea, le esperienze di guerra di un nemico\u201d) e si esib\u00ec a partire dal dicembre 1914 per la prima volta come solista. Nel corso delle sue tournee negli Stati Uniti, tuttavia, in quanto ex-ufficiale austriaco, fu visto come nemico politico e addirittura come spia del nemico e pertanto non ebbe pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di concentrarsi sulla composizione.<\/p>\n<p>Anton Webern a quanto pare si lasci\u00f2 inspirare nella composizione dei suoi pezzi atonali dal frastuono del rombo dei cannoni. Allo stesso modo Camille Saint-Sa\u00ebns, che afferm\u00f2 che le proprie opere erano state influenzate dalle folle entusiaste per la guerra, e dal frastuono del conflitto.<\/p>\n<p>Claude Debussy, dal canto suo, espresse la sua compassione per le vittime della guerra nella sua composizione \u201cNoel des enfants qui n\u2019ont plus de maison\u201d (\u201cNatale per bambini che non hanno pi\u00f9 una casa\u201d).<\/p>\n<p>Nonostante la perdita del braccio destro in combattimento, il pianista Paul Wittgenstein ebbe una carriera mondiale e le sue composizioni per pianoforte per mano sinistra hanno influenzato in maniera permanente grandi come Sergej Prokof&#8217;ev, Erich Wolfgang Korngold, Paul Hindemith, Maurice Ravel e Richard Strau\u00df.<\/p>\n<p>Il numero dei cinema cresceva a dismisura in tutto il mondo, poich\u00e9 il pubblico poteva prendere parte ai pi\u00f9 importanti eventi attraverso lo schermo cinematografico. In realt\u00e0 morte e dolore non venivamo rappresentati nei cinegiornali quanto piuttosto\u201d immagini delle fosse degli eroi [\u2026], dove i nostri eroi riposano su terra straniera come in madrepatria\u201d<a title=\"\" href=\"#_edn11\">[xi]<\/a>.<\/p>\n<p>Da una parte ci\u00f2 lascia trasparire la severa censura e dall\u2019altra la posizione spesso nazionalistica dei cameraman che consideravano il mantenimento dell\u2019euforia per la guerra come parte del proprio lavoro.<\/p>\n<p>Ciononostante il medium cinematografico, che era stato strumentalizzato in un primo momento a fini propagandistici, visse negli anni Venti un grande successo in tutto il mondo e divenne un medium di massa.<\/p>\n<p>La frustrazione nei confronti della divisione dell\u2019Austria-Ungheria in seguito ai Trattati di Parigi del 1919\/20 determin\u00f2 il rafforzamento del pensiero dell\u201dAnschluss\u201d alla Germania nella popolazione austriaca, se questo fosse vietato dal diritto internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019alto livello di disoccupazione, le difficolt\u00e0 nella produzione e nell\u2019approvvigionamento, l\u2019impoverimento della popolazione, i traumi e l\u2019abbrutimento portarono a maggiore disponibilit\u00e0 alla violenza.<\/p>\n<p>Attraverso gli effetti della propaganda bellica si arriv\u00f2 a una crescente ideologizzazione e militarizzazione di ceti sociali che cominciarono a organizzarsi in nuclei armati.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento del Nazionalsocialismo l\u2019efficace macchinario della propaganda bellica della Prima Guerra Mondiale fu utilizzato in maniera mirata per aumentare la frustrazione delle masse e spingerle verso una nuova guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Testo di Melinda M\u00f6gele<\/p>\n<p>Traduzione di Madeira Giacci<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref1\">[i]<\/a> Richard Herzinger, <i>Die Gro\u00dfe Reinigung oder Weltkrieg f\u00fcr die neue Menschheit<\/i>, in \u201eSo ist der Mensch\u2026\u201c \u2013 80 Jahre Erster Weltkrieg, Eigenverlag der Stadt Wien, p. 199.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref2\">[ii]<\/a> Oliver Rathkolb, <i>Grundlagenpapier \u00d6sterreichischer WissenschaftlerInnen.<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref3\">[iii]<\/a> Thomas Assheuer, <i>Betrachtungen eins Unpolitischen<\/i> (nuova edizione), Thomas Mann.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref4\">[iv]<\/a> Maurice Ravel, Wikipedia<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref5\">[v]<\/a> Carlotta Ricci, <i>La guerra nella letteratura e nell\u2019arte. www.studenti.it\/didattica\/approfondimenti\/Tesinaguerra3.php<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref6\">[vi]<\/a> Carlotta Ricci, <i>La guerra nella letteratura e nell\u2019arte. www.studenti.it\/didattica\/approfondimenti\/Tesinaguerra3.php<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref7\">[vii]<\/a> http:\/\/oe1.orf.at\/programm\/359985<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref8\">[viii]<\/a> Beckmann citato da Christian Lenz, <i>Kirchner &#8211; Meidner \u2013 Beckmann, Drei deutsche K\u00fcnstler im Ersten Weltkrieg<\/i> in \u201eSchriften des Historischen Kollegs, Kollegien 34, Oldenburg Verlag M\u00fcnchen, 1996; p. 171<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref9\">[ix]<\/a> Kirchner citato da Christian Lenz, <i>Kirchner &#8211; Meidner \u2013 Beckmann, Drei deutsche K\u00fcnstler im Ersten Weltkrieg<\/i> in \u201eSchriften des Historischen Kollegs, Kollegien 34, Oldenburg Verlag M\u00fcnchen, 1996; p. 171<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref10\">[x]<\/a> ibidem<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref11\">[xi]<\/a> Lichtbildb\u00fchne del 20 gennaio 1917<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bibliografia:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Thomas Assheuer, <i>Neuausgabe der \u201eBetrachtungen eines Unpolitischen\u201c<\/i> von Thomas Mann<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Richard Herzinger, <i>Die Grosse Reinigung oder Weltkrieg f\u00fcr die neue Menschheit<\/i>, in \u201e So ist der Mensch\u2026\u201c 80 Jahre Erster Weltkrieg, Eigenverlag der Stadt Wien, 1994, p. 15<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Bernd Kleinhans, <i>der erste Weltkrieg als Medienkrieg: Wochenschau, Spielfilm und Propaganda zwischen 1914 und 1918<\/i><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Christian Lenz in <i>Kirchner \u2013 Meidner \u2013 Beckmann: drei deutsche K\u00fcnstler im Ersten Weltkrieg<\/i>, in <i>Schriften des Historischen Kollegs<\/i>, Kolloquien 34, Oldenburg Verlag, M\u00fcnchen, 1996, p.171<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Andrea Linsbauer, <i>Das Wienerische Moment in den Kompositionen Fritz Kreislers<\/i>, Peter Lang-Verlag, Frankfurt\/Main, 2009, p. 16<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Oliver Rathkolb, <i>Grundlagenpapier \u00d6sterreichischer WissenschaftlerInnen<\/i><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Carlotta Ricci, <i>La guerra nella letteratura e nell\u2019arte. http:\/\/ <\/i><a href=\"http:\/\/www.studenti.it\/didattica\/approfondimenti\/Tesinaguerra2.php\"><i>www.studenti.it\/didattica\/approfondimenti\/Tesinaguerra2.php<\/i><\/a><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Joes Segal, <i>Krieg als erl\u00f6sende Perspektive f\u00fcr die Kunst,<\/i> in <i>Schriften des Historischen Kollegs<\/i>, Kolloquien 34, Oldenburg Verlag, M\u00fcnchen, 1996, p. 165<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Horst Thome, <i>Der Krieg und die Sprache, <\/i>in \u201e So ist der Mensch\u2026\u201c 80 Jahre Erster Weltkrieg, Eigenverlag der Stadt Wien, 1994<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0R\u00fcdiger Vom Bruch, <i>Geistige Kriegspropaganda. Der Aufruf von Wissenschaftlern und K\u00fcnstlern an die Kulturwelt<\/i>, in <i>Themenportal Europ\u00e4ische Geschichte<\/i>, 2006<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Lichtbildb\u00fchne del 20 gennaio 1917<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Maurice Ravel, Wikipedia<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00d61 macht Schule: Der Erste Weltkrieg als Epochenbruch. Die Geburtsstunde des 20. Jahrhunderts<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/oe1.orf.at\/programm\/359985\">http:\/\/oe1.orf.at\/programm\/359985<\/a><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Propaganda_im_Ersten_Weltkrieg\">http:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Propaganda_im_Ersten_Weltkrieg<\/a><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.zeit.de\/2010\/10\/L-B-Betrachtungen\">http:\/\/www.zeit.de\/2010\/10\/L-B-Betrachtungen<\/a><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.dhm.de\/lemo\/html\/wk1\/kunst\">http:\/\/www.dhm.de\/lemo\/html\/wk1\/kunst<\/a><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.reise-nach-italien.de\/dannunzio-wien-1918.html\">http:\/\/www.reise-nach-italien.de\/dannunzio-wien-1918.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Link zum Rauchensteiner-Text<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Prima Guerra Mondiale e l\u2019arte<\/p>\n<p>\u201cCome avrebbe potuto l\u2019artista, il soldato nell\u2019artista, non lodare Dio per la caduta di un mondo di pace di cui era cos\u00ec sazio, cos\u00ec nauseato! Guerra! Quale senso di purificazione, di liberazione, d\u2019immane speranza ci pervase allora!\u201d cos\u00ec si esprimeva Thomas Mann agli albori della Prima Guerra Mondiale<a title=\"\" href=\"#_edn1\">[i]<\/a>.<\/p>\n<p>In questa posizione non era solo poich\u00e9 la Prima Guerra Mondiale, per quanto incredibile possa oggi apparire, fu ampiamente sostenuta dall\u2019elite culturale e intellettuale di tutta [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":919,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_vp_format_video_url":"","_vp_image_focal_point":[],"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[56],"class_list":["post-908","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attivita","tag-guerra-mondiale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/908","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=908"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/908\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media\/919"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=908"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=908"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.austriacult.roma.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=908"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}