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SUMMARY:Giornata del Libro-Quel che ho visto e udito a Roma\, di Ingeborg Bachmann
DESCRIPTION:Il Forum Austriaco di Cultura partecipa a L’EUROPA AMA IL CLASSICO con il saggio “Quel che ho visto e udito a Roma” (Was ich in Rom sah und hörte)\, di Ingeborg Bachmann. \nIn occasione del Decennale della Biblioteca Europea (2006-2016) e della Giornata Mondiale del Libro\, l’Istituzione delle Biblioteche di Roma e il Teatro di Roma presentano L’Europa ama il classico\, un omaggio ai grandi classici della letteratura europea\, in cui si alternano e si contaminano lingue e autori in un gioco di specchi e di rimandi letterari. \nSabato 23 aprile la Biblioteca Europea apre il sipario su sedici paesi europei in scena con brani tratti da opere di grandi autori letti e recitati\, in italiano e in versione originale\, da attori della scuola di perfezionamento del Teatro di Roma e da lettori madrelingua. \nLo spazio della biblioteca sarà organizzato in ‘isole narrative’ dove gli spettatori\, liberi di muoversi\, potranno avvicinarsi a ogni isola\, ascoltarne la storia in italiano e sentirne in sottofondo l’originale o viceversa. E tutt’intorno\, poco distante\, il suono delle altre narrazioni. Vicino a ogni storia si formeranno piccoli gruppi perché le letture siano al tempo stesso ‘intime’ e parte sonora di un insieme. Ogni storia sarà raccontata più volte per lasciare il tempo di ascoltarle tutte. \nIl testo scelto per rappresentare l’Austria è un brano di Ingeborg Bachmann tratto dal suo saggio del 1955 “Quel che ho visto e udito a Roma” (Was ich in Rom sah und hörte). \nLa traduzione in italiano è quella di Anita Raja\, uscita per Quodlibet nel 2013. \nA leggere il testo in lingua originale\, Laura Pfister. \nnote alla lettura \nQuando nel 1953 l’autrice austriaca Ingeborg Bachmann si trasferisce in Italia\, la sua decisione viene interpretata come il romantico desiderio di andare in Italia di una poetessa trasognata e apolitica\, che aveva fatto parlare di sé fin dalla partecipazione con la propria lirica a un incontro del noto „Gruppo 47”. Il suo saggio\, „Quel che ho visto e udito a Roma“\, uscito nel 1955 per la rivista tedesca „Akzente“\, documenta il contrario. I brani scelti intendono mostrare come la Bachmann\, una delle maggiori autrici di lingua tedesca del XX secolo\, sia un’intellettuale politica\, che nei propri scritti non ammette distinzione fra storia pubblica e privata. Il presente saggio si pone come pars pro toto per l’intera letteratura di Ingeborg Bachmann\, mostrando il punto di vista di una scrittrice con coscienza storica\, che riflette costantemente tanto i segni utopici di una storia pacifica mai compiuta\, quanto le tracce occultate di violenza e oblio. \nIngeborg Bachmann\, narratrice e poetessa fra le più apprezzate del secondo novecento\, è nata a Klagenfurt nel 1926\, e già nel 1953 ha raggiunto una larga notorietà con la raccolta di poesie Die gestundete Zeit (Il tempo dilazionato in Poesie\, Parma 1987). Ha vinto I premi più importanti per la letteratura tedesca\, fra cui il Büchner. Ha vissuto a Monaco\, Berlino\, Zurigo\, e per lunghi periodi a Roma\, dove è morta nel 1973. In italiano sono tradotte molte sue opera\, fra cui: Malina (Milano 1973)\, Il trentesimo anno (Milano 1963)\, Il caso Franza (Milano 1988)\, Libro del deserto (Napoli 1999). \nLaura Pfister nasce nel 1990 in Vorarlberg (Austria). Studia Germanistica e Sociologia a Vienna e Amsterdam. Ispirata dalla produzione intellettuale di Ingeborg Bachmann\, attualmente vive e lavora a Roma. \nComunicato stampa
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