CAFFÈ CON LA “K”. Das Wiener Kaffeehaus

27 maggio 2015 / ore 18.00
Forum Austriaco di Cultura Roma, Viale Bruno Buozzi, 113 – 00197 Roma

Uno dei fiori all’occhiello della città di Vienna è senz’altro il Kaffeehaus, luogo d’incontro di ogni viennese. Gli avventori del caffè trascorrono lì le ore più proficue, indipendentemente da professione o estrazione sociale. Seduti giornate intere al proprio tavolino, con una tazza di caffè e un bicchiere d’acqua, si lasciano cullare da un ambiente unico al mondo, luogo che spesso si trova nei testi di Schnitzler e Zweig. Una realtà talmente importante da dare il nome a una corrente letteraria di inizio Novecento, la Kaffeehausliteratur.
Da allora i caffè di Vienna hanno preservato il prestigio dato dall’unicità dell’ambiente insieme alla nomea di servire del pessimo caffè. E se molto si è fatto per aumentare ulteriormente l’agio e il conforto – quella Gemütlichkeit propria di ogni buon Kaffeehaus – poca è stata l’attenzione rivolta alla nera bevanda, forse per timore di sciogliere così un fortunato incantesimo che perdura da secoli ormai.
Questo fino al giorno d’oggi. In un periodo in cui l’attenzione verso una corretta alimentazione non fa che crescere, grande è il valore dato alla qualità delle materie prime e alla loro preparazione, un trend che ha raggiunto anche il caffè. La volontà di offrire dell’ottimo caffè è ora più viva che mai, e questo anche nei Kaffeehäuser di Vienna.
Da questo slancio al miglioramento e all’innovazione, che arricchisce la tradizione del Kaffeehaus con una grande cura del prodotto, nasce la manifestazione proposta dal Forum Austriaco di Cultura Roma. Un doppio appuntamento, a Roma e a Napoli, che ha presentato al pubblico italiano il meglio dei Kaffeehäuser viennesi attraverso i secoli, unendo il buon caffè, che viene servito oggigiorno nei migliori caffè di Vienna, a brani scelti dalla Kaffeehausliteratur.
A Roma, a far rivivere l’atmosfera di inizio secolo, non solo la biblioteca dell’istituto, ma anche e soprattutto i brani recitati da Pietro Faiella. Dei segreti del caffè, delle sue qualità, delle diverse varietà e dei modi di preparazione, ha riferito Robert Gruber, il titolare del caffè POC di Vienna, che insieme al collega barista e tostatore Nikolaus Hartmann (Süssmund – Vienna) ha declinato la nera bevanda usando una classica Astoria italiana, gentilmente messa a disposizione da Andrea del Gallo. Fra espresso, mélange e Sachertorte, Gruber, giovane esponente della third wave, ha parlato della scelta dei chicchi, del rapporto diretto con il produttore e delle tecniche di tostatura, tutti ingredienti fondamentali per garantire un aroma perfetto.
Ospite sempre a Roma è stato Curzio Lao, discendente del personaggio storico che nel 1683 salvò Vienna dai turchi e che pochi anni dopo vi ha aperto uno dei primi Kaffeehäuser: Georg Franz Kolschitzky. La storia del caffè si rivela altrettanto avvincente nel resto d’Europa, dove ha provocato effetti inattesi in ogni nazione. In Italia, alcuni sacerdoti si mostrarono contrari alla diffusione del caffè e ne proposero la scomunica, ritenendola una “bevanda del diavolo”, facendo pressione su Papa Clemente Ottavo affinché ne vietasse l’uso con un editto. A questo punto, il Pontefice, volle provarla di persona. Ma il caffè gli piacque a tal punto che pare abbia affermato “Questa bevanda del diavolo è così buona… che dovremmo cercare di ingannarlo e battezzarlo.” In Francia il caffè portò alle proteste dei viticoltori, che incolparono la nuova bevanda di compromettere la vendita del vino. In Germania il caffè portò, non solo alle lamentele dei birrai, ma anche a un decreto con cui si prefisse il monopolio statale della torrefazione. In Inghilterra le donne diffusero una petizione contro il caffè, perché si sentivano trascurate dai propri mariti che trascorrevano sempre più tempo nei caffè.

Il momento del caffè in Austria è paragonabile con il rito del tè in Inghilterra. Il requisito categorico, oltre il caffè, è il tempo.
Il caffè in Austria non si beve di corsa la mattina, in piedi al bancone del bar, ma comodamente seduti a un tavolino del Kaffeehaus, un luogo che fa da salotto. Chi vi ordina un caffè può trascorrervi giornate intere, di lavoro o di svago. Gli ospiti vi trovano gli ultimi giornali, carte da gioco e tavoli da biliardo, come anche gli interlocutori per intavolare ogni tipo di discussione, dalle più colte alle più triviali. Un luogo che ha preservato la propria essenza attraverso i secoli e che, oggi come allora, è la perfetta soluzione per prendersi una pausa dalla frenesia quotidiana. E così è stato per il pubblico del Forum Austriaco: un pomeriggio viennese, allietato dalle letture scelte di Arthur Schnitzler, Peter Altenberg, Alfred Polgar, Franz Kafka e Stefan Zweig, tutti autori che, all’inizio del Novecento, trascorrevano ore di fervente attività artistica seduti ai tavolini dei caffè.

Insieme al Goethe Institut di Napoli, la manifestazione è stata portata anche nella capitale italiana del caffè. Lì Enzo Salomone e Maria Basile Scarpetta hanno alternato i brani austriaci a quelli partenopei. Come osservato da Natascia Festa (Corriere del Mezzogiorno), le due culture si sono incontrate in una tazzina di caffè “nel fumo dell’aroma e in quel nero che aiuta a vederci chiaro”.

Rassegna stampa:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/arte_e_cultura/15_maggio_28/vienna-napoli-s-incontrano-una-tazza-caffe-spazio-nea-percorso-letterario-multisensoriale-a17ce31e-0521-11e5-99a5-92ded1a29e86.shtml
http://www.diregiovani.it/home-diregiovani/41404-austriaci-spiegano-caffe-napoli-forum-cultur.dg
http://www.napolipost.com/napoli-vienna-unite-dal-caffe310515/